Facolta' Teologica
dell'Italia Centrale
Firenze
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Dal 1348 ai giorni nostri
L'erezione della Facoltà Teologica dell'Italia Centrale si colloca nell'ambito di una plurisecolare tradizione, sostanzialmente ininterrotta, di ricerche teologiche e umanistiche di cui Firenze è stata centro di irradiazione. Dal 1348 ad oggi, ha potuto annoverare tra i suoi discepoli e maestri illustri letterati e poeti, filosofi e storici, biblisti e teologi, cronologicamente distanti ma accomunati dall'interesse per le implicanze antropologiche della scientia Dei: da Marsilio Ficino e Agnolo Poliziano, a don Lorenzo Milani, padre Lino Randellini OFM e don Divo Barsotti; da Pier Vettori e Scipione Ammirato a mons. Valerio Mannucci e don Enrico Chiavacci.
 
Gli inizi
1348 - Nell'ambito del medioevo tardoscolastico e dell'incipiente umanesimo, una bolla di Clemente VI dall'incipit In suprema dignitatis (datata in Avignone 31 maggio 1348) costituiva lo "Studium generale florentinum" ossia l'Università degli studi, conferendo in perpetuo all'istituzione la facoltà di addottorare in sacra pagina, in utroque iure e in medicina, non escluse eventuali altre discipline.
1364 - Anche l'altra massima guida della cristianità, l'imperatore Carlo IV, concedeva prerogative analoghe a quelle papali.
 
Il periodo umanistico
1440-1445 - Un particolare riferimento alla Facoltà di teologia dello Studio generale è contenuto nella bolla di Eugenio IV Etsi fides apostolica che mirava a garantire maggiore oculatezza nella concessione del titolo magistrale in teologia. In quei decenni, lo Studio fu oggetto delle cure di sant'Antonino Pierozzi, cancelliere in quanto arcivescovo di Firenze. Ed è anche il secolo in cui furono discepoli e maestri allo Studio (in teologia o in altre discipline ma comunque con evidenti interessi teologici) Giovanni Dominici, Marsilio Ficino, Agnolo Poliziano, Giano Lascaris.
1515 - Una bolla di Leone X concede al Vescovo la facoltà di laureare anche in erudizione poetica.

L'epoca moderna
Nei secoli XVI, XVII e XVIII l'Università di Firenze si specializzò sempre più nelle discipline teologiche, pur coltivando la peculiare tradizione storica e filologica di cui furono testimoni significativi Pier Vettori, Scipione Ammirato, il cardinale agostiniano Enrico Noris, Giovanni Lami e Angelo Maria Bandini. Tra i significativi riconoscimenti che ebbe da parte della sede pontificia, ricordiamo: 
1725 - breve di Benedetto XIII; 
1857 - lettera apostolica Gravissimas inter Apostolici di Pio IX che concedeva il privilegio del titolo di "pontificia";
1895 - l'approvazione di Leone XIII dei nuovi statuti che garantivano serietà agli studi nell'ambito della universa theologia.
 
Il Novecento
Il card. Angelo Maria Mistrangelo aveva ulteriormente promossi gli studi, attento alla cultura del tempo, come i confratelli scolopi di Firenze, i padri Giovannozzi, Pistelli e Manni. Ma nel 1931 con la Costituzione apostolica Deus scientiarum Dominus Pio XI, pur citando espressamente l'Università fiorentina, sospese a tutte le Università ecclesiastiche le facoltà di concedere gradi accademici finchè non avessero riorganizzato i loro quadri in conformità a nuove istruzioni. I teologi fiorentini presero atto della nuova normativa e sospesero l'attività dell'Univesità dei teologi, come allora si chiamava. 
1976 - con il decreto Attenta rogatione la Congregazione per l'Educazione Cattolica ricostituiva lo Studio Teologico Fiorentino affiliato alla Facoltà di Teologia della Pontificia Università Gregoriana e successivamente (1990 - decreto In urbe Florentia) aggregato alla stessa Facoltà.

8 settembre 1997
Con il decreto Florentiae, clarissima in urbe è eretta dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica la Facoltà Teologica dell'Italia Centrale con sede in Firenze.