Le stagioni si succedono e si alternano e così gli anni procedono. Quelli accademici di studio e di insegnamento non fanno eccezione. Sulla soglia di quello 2025\2026 l’assemblea dei docenti della Facoltà Teologica dell’Italia Centrale e del suo Istituto Superiore di Scienze Religiose della Toscana rappresenta il primo atto pubblico dell’inizio di una nuova stagione. Come accade in natura, quest’ultima porta con sé la prospettiva di nuovi frutti.
L’assemblea è stata introdotta da una lectio magistralis del professor Paul Gilbert s.j., che ha trattato il tema, di cogente attualità, del significato filosofico dell’avvento di una fase storica inedita; Intelligenza Artificiale: metafisica ed etica è il titolo della relazione svolta.
Saluti in corso: a Don Stefano Tarocchi ringraziamento e gratitudine per il ruolo svolto come preside; Don Fabio Tonizzi viene nominato vicepreside. Don Francesco Vannini, destinato per il proseguimento dei propri studi a Roma, viene sostituito dal dottor Ivan Lanzillo nell’incarico di Segretario Generale.
Successivamente il preside della Facoltà Alessandro Clemenzia e il direttore dell’ISSRT Marco Giovannoni hanno presentato il quadro, peraltro ancora in evoluzione, dell’offerta formativa per quest’anno accademico.
Le Scuole di Alta Formazione si definiscono negli ambiti del rapporto tra Teologia e Arti (nella valorizzazione della formazione teologica per uno studio compiuto di molte raffigurazioni artistiche), dell’Antropologia Medica, esplorando la dimensione delle culture della cura, della presa in carico, dell’assistenza, e dell’Ecumenisimo, per avviare nuovi approfondimenti teologici e culturali e percorrere strade di dialogo all’interno delle differenti esperienze ecclesiali.
Le Cattedre Specialistiche vertono su La Liturgia ortodossa, avviata dopo il conferimento del dottorato h.c. In teologia al patriarca Bartolomeo; il pensiero e il magistero di J. Ratzinger\Benedetto XVI, in sinergia con la Facoltà teologica di Siviglia; su la teologia dantesca, dedicata all’approfondimento culturale dell’opera suprema del poeta Dante, secondo l’ottica dell’ispirazione teologica e della profonda spiritualità che la caratterizzano; la cattedra di Storia del cristianesimo toscano del Novecento, per approfondire e valorizzare alcuni protagonisti che hanno dato avvio alla riforma della Chiesa nello scorso secolo; infine la cattedra di Pedagogia, in riferimento soprattutto alla didattica e al continuo aggiornamento degli insegnamenti nel mondo della scuola.
Gli Istituti di Ricerca delineano un ambito rivolto soprattutto – al pari degli altri già elencati – ad extra rispetto alla Facoltà e all’ISSRT, presentando tematiche in sinergie di vario livello con altri enti ecclesiali, associazioni, istituzioni pubbliche e della ricerca scientifica. Al già esistente Istituto di Ricerca in Scienze delle Religioni si affiancano quello di ricerca in Teologia Patristica e Medievale e quello in Teologia Sociale.
Una proposta particolare è quella di un Percorso di Formazione – dal titolo Vocazioni felici – realizzato in collaborazione con la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia: avvalendosi delle competenze della professoressa Chiara D’Urbano, il percorso si specifica con la dizione “per l’integrazione della natura umana nei processi di fede”. Rivolto a presbiteri, consacrate\i (sotto i 50 anni di età) e a rettori, formatrici e formatori, ha caratteristiche teorico pratiche e si svolgerà online.
Un quadro ancora in evoluzione: altre proposte stanno definendosi secondo la considerazione che la teologia cresce confrontandosi con quel mondo per cui Gesù Cristo ha donato la vita, per realizzarne la salvezza.
Sulla necessità di una crescente sinergia tra FTIC e ISSRT, di cui questa assemblea è stato il primo frutto ufficiale, hanno concordato Clemenzia e Giovannoni, secondo una dimensione già accreditata, ma di crescente importanza. Le nostre realtà tornano a proporsi ai vari mondi culturali, sociali e umani delle nostre città e della nostra Regione: siamo convinti di poter esprimere un servizio efficace, in quella reciprocità tra Chiesa e contemporaneità che il Concilio ci suggerisce di praticare come una via necessaria. Certi che i buoni frutti di queste diverse stagioni – della fede, storiche, spirituali e culturali – non mancheranno.
d. Andrea Bigalli

